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Lunedì, 04 Marzo 2013 18:58

Per il condominio non trova applicazione l'obbligo di accertarsi del pagamento dell'IVA e dei contributi da parte dell'appaltatore (Art. 35 Legge 223/2006. modificato dalla Legge 134/2012)

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Categoria Appalto

 Circolare del 1 marzo 2013 n. 2/E - Agenzia delle Entrate  -  Decreto Legge 22.06.2012 n. 83 (Conv. in Legge 07.08.2012, n. 134) Art. 13 ter: Disposizioni in materia di responsabilità solidale dell'appaltatore (modifica l'Art. 35 comma 28 Legge 04.07.2006 n. 223)


Dopo la Circolare 40 del 8 ottobre 2012, l'Agenzia delle Entrate avverte la necessità di dare ulteriori interpretazioni circa l'applicazione del Decreto Legge del 22 giugno 2012 n. 83, convertito in Legge 7 agosto 2012 n. 134 in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore e obblighi del committente.

In data 1 marzo 2013, è stata infatti emessa la Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 2/E

Occorre, però, fare una doverosa premessa: le Circolari possono avere unicamente la funzione di dare un'interpretazione (seppur autorevole) di una norma che presenta dubbi ed ombre applicative, pur senza avere efficacia vincolante. Tali atti non hanno, come peraltro chiarito dall’intervento nomofilattico della Corte di Cassazione, alcuna efficacia preclusiva né carattere vincolante per i contribuenti o per il giudice (Cassazione Civile, Sez. V, 5 gennaio 2010, n. 35).

Tornando alla norma in esame, la Legge 134/2012 ha modificato il comma 28 dell'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

La nuova formulazione prevede che in caso di appalto di opere o di servizi, l'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all'erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all'erario in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto.

La responsabilità solidale viene meno se l'appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.

Ne emerge quindi la legittimità dell'obbligato in solido al pagamento di quanto dovuto in assenza di preventiva dimostrazione dell'avvenuto pagamento dei contributi.

A sua volta, il committente può procedere al pagamento del corrispettivo dovuto all'appaltatore previa esibizione da parte di quest'ultimo della documentazione attestante che gli adempimenti sopra citati, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dall'appaltatore e dagli eventuali subappaltatori.

Il committente è legittimato a sospendere il pagamento del corrispettivo fino all'esibizione della predetta documentazione da parte dell'appaltatore.

Il nuovo comma 28 ter individua i soggetti tenuti all'obbligo ed alla solidarietà di cui sopra.

Precisa infatti la norma che “le disposizioni di cui ai commi 28 e 28-bis si applicano in relazione ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell'ambito di attività rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni”

Rimaneva dunque il dubbio (di non poco conto) se il Condomino fosse considerato tra i “soggetti che stipulano i predetti contratti nell'ambito di attività rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto”.

Infatti, in capo al committente, è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria - da 5.000 a 200.000 euro - nel caso in cui lo stesso provveda ad effettuare il pagamento all’appaltatore senza che questi abbia esibito la documentazione attestante quanto richiesto dalla Legge.

Innanzitutto, precisa l'Agenzia delle Entrate, poichè la norma fa espresso riferimento ai contratti d'appalto (il quale, ai sensi dell'articolo 1655 del codice civile è “il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”) ne consegue l'esclusione dall'applicazione della norma di quelle tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto di opere e servizi quali, ad esempio:

a) gli appalti di fornitura dei beni.

b) il contratto d’opera, disciplinato dall’articolo 2222 c.c.;

c) il contratto di trasporto di cui agli articoli 1678 e seguenti del c.c.;

d) il contratto di subfornitura disciplinato dalla legge 18 giugno 1998, n. 192;

e) le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

Secondo l'Agenzia delle Entrate, risulta rilevante ai fini della delimitazione dell’ambito soggettivo di applicazione delle disposizioni in esame il requisito stabilito dal comma 28-ter dello stesso articolo 35 del DL 223 del 2006, secondo cui i contratti di appalto e subappalto devono essere conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

Sul punto non ha dubbi nel ritenere escluso il “condominio” dall'applicazione della predetta normativa in quanto non riconducibile fra i soggetti individuati agli articoli 73 e 74 del TUIR.

 

Letto 4876 volte Ultima modifica il Sabato, 09 Marzo 2013 19:28
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