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Domenica, 24 Febbraio 2013 09:29

Il condomino non può ritardare o sospendere i pagamenti in attesa delle sorti del contratto di appalto

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Categoria Spese condominiali

Commento alla sentenza Cassazione Civile, Sez. II (Sent.), 29.01.2013, n. 2049

 

La delibera, sino a che non viene sospesa dal Giudice o definitivamente annullata o dichiata nulla, è obbligatoria per tutti i condomini. L'amministratore, conseguentemente, deve darne esecuzione.

Nel caso in cui, pertanto, venissero deliberate opere, tutti sono tenuti al versamento di quanto approvato.

A nulla rilevano le successive vicende che possono investire il contratto di appalto. Infatti l'obbligazione di corrispondere gli oneri condominiali non scaturisce da un rapporto sinallagmatico di natura contrattuale, bensì dalla partecipazione necessaria alla proprietà comune degli impianti e dell'edificio. Consegue che il rimedio di cui all'articolo 1460 del codice civile, (secondo il quale nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria), riguardante il campo dei contratti a prestazioni corrispettive, non può ritenersi applicabile ai rapporti fra condominio e condomini (Cassazione Civile, Sezioni Unite, 26 novembre 1996, n. 10492).

Ne consegue, pertanto, che, nel caso in cui sorgessero contenziosi con l'impresa appaltatrice, i condomini sono comunque tenuti, in assenza di delibera contraria, al pagamento di quanto oggetto di delibera.

In assenza di pagamento l'amministratore, il quale ai sensi dell'articolo 1130 del codice civile, deve dare esecuzione alle delibere, è quindi tenuto a procedere con la richiesta a mezzo di decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ai sensi dell'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile.

In sede di opposizione allo stesso, il condomino ingiunto non può eccepire le vicende contrattuali che impegnano il condominio e l'impresa appaltatrice.

Ne conseguirebbe che, essendo la delibera esecutiva, scaricherebbe sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell'adempimento.

Nemmeno potrebbe ritenersi che, nel caso in cui il contenzioso con l'impresa appaltatrice dovesse dare luogo alla risoluzione del contratto o ad una riduzione del dovuto, vi sarebbe una perdita economica in capo al condomino che, a sua volta, ha onorato per l'intero il suo debito nei confronti del condominio.

Infatti, qualora dalla gestione condominale residuino avanzi di cassa, vuoi per mancate spese, vuoi per la risoluzione di contratti in precedenza stipulati e conseguenti restituzioni, sorgerà eventualmente un credito nei confronti del condominio, tenuto a restituire, con il bilancio consuntivo di fine anno, l'esubero di cassa spettante secondo i rendiconti e le provenienze dei vari fondi residui. La delibera di approvazione del rendiconto e sua ripartizione, quindi, potrebbe prevedere o la restituzione dei danari versati in eccesso, oppure compensare gli stessi con i versamenti dovuti per la gestione successiva ed approvati con il preventivo di spesa.

 


 Art. 1130 codice civile - Attribuzioni dell'amministratore

 Art. 63 Disposizioni di Attuazione del Codice Civile

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Pubblicato in Spese condominiali