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Condomini-lavoratori condannati come "datori di lavoro" di fatto

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Categoria Articoli

(agosto 2009)

 

Cassazione penale, sezione IV, sentenza n.28230/2009.

Due fratelli e condomini, a seguito della morte di un lavoratore durante uno scavo per eliminare un'infiltrazione da un muro controterra, sono stati condannati ad otto e dieci mesi di reclusione oltre al risarcimento danni alle parti civili. Contemporaneamente sono stati assolti altri due imputati, condomini pure loro, in quanto non destinatari di una posizione di garanzia per non essersi ingeriti nei lavori.

Questa la ricostruzione dei fatti. In un condominio privo di amministratore L.A., condomino, lamenta infiltrazioni nella camera da letto; ne parla con un altro condomino, S.P., che si offre di "provvedere lui a tutto". S.P. coinvolge suo fratello S.A., pure lui condomino, il quale ingaggia C.F. come aiuto per i lavori, che saranno eseguiti dagli stessi fratelli S.P. e S.A. Alle riunioni di condominio nelle quali si prese la decisione di affidare i lavori a S.P., in cambio dell'esenzione dal pagamento delle spese condominiali, parteciparono anche L.A. (che lamentava l'infiltrazione) e il condomino T.A., entrambi poi imputati ed infine assolti. In queste riunioni, secondo la Corte, è stato stipulato un contratto verbale tra i condomini e i due fratelli, quali soci di fatto. Durante i lavori, per accertata mancanza di cautele per la prevenzione degli infortuni, lo scavo franò uccidendo il lavoratore C.F. e ferendo i due fratelli. E' stato accertato che il C.F. non aveva alcuna autonomia decisionale e che era quindi un lavoratore subordinato: la Corte ha riconosciuto i due fratelli come "datori di lavoro" della persona deceduta: a loro spettava quindi l'adozione di tutte le misure prevenzionali per evitare gli infortuni.

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